Raccomandazioni

Superare la vocazione securitaria nell’azione esterna per il controllo dei confini, la governance e i rimpatri, verso il sostegno della costruzione di un approccio positivo che valorizzi i benefici della mobilità, sviluppi un rinnovato partenariato con i Paesi Africani, investa nei programmi che promuovano la costruzione di vie legali, porti avanti una lotta alla tratta che unisca alternative e pratiche locali.

Conformemente con le normative vigenti – dlgs. 25 Maggio 2016, n. 97 (FOIA) e DECRETO LEGISLATIVO 25 maggio 2016, n. 97 (FOIA) e le Linee Guida del’ANAC per l’attuazione dell’accesso civico generalizzato e degli obblighi di pubblicazione previsti dal dlgs. 97/2016 – garantire una maggiore trasparenza e accesso alle informazioni relative progetti e programmi finanziati nell’ambito dell’azione esterna sulle migrazioni.

Rendere pubblici tutti gli accordi internazionali con clausole di rimpatrio e tutte le intese (Memorandum d’intenti accordi di polizia, di cooperazione tecnica ecc) e i cosiddetti accordi non standard stipulati negli ultimi anni dal nostro Paese.

L’Italia dovrebbe adottare adeguati meccanismi al fine di assicurare che le proprie risorse non vengano utilizzate per violare i diritti umani dei migranti e dei rifugiati. Questi meccanismi dovrebbero essere integrati all’interno dell’intero processo di definizione, negoziazione, implementazione e valutazione dei finanziamenti di programmi, progetti, accordi bilaterali e partecipazione a iniziative multilaterali in materia di cooperazione migratoria con i Paesi terzi. A tal fine è importante rafforzare il ruolo di controllo del Parlamento italiano nella definizione, monitoraggio e valutazione di programmi, progetti e accordi , assicurando che abbia pieno accesso alle informazioni rilevanti per non compromettere l’efficacia della propria funzione di controllo. Il Parlamento dovrebbe inoltre valutare la possibilità istituire un meccanismo indipendente di due diligence preposto alla funzione di valutazione ex-post ed ex-ante sull’impatto sui diritti umani della spesa esterna in materia di migrazione.

Eliminare qualsiasi condizionalità nei futuri programmi di cooperazione allo sviluppo realizzati con fondi italiani ed europei. A tal fine garantire che gli indirizzi e le priorità del “Fondo per la cooperazione sui movimenti migratori” siano in linea con quelli contenuti nel documento triennale di programmazione e di indirizzo della programmazione sulla cooperazione allo sviluppo e non si accompagnino in nessun modo ai negoziati in materia di migrazione come, ad esempio, i rimpatri.

Non procrastinare l’adozione da parte dell’intero sistema di cooperazione allo sviluppo italiano delle “Linee Guida AICS – Migrazione & Sviluppo”, elaborate dall’Agenzia di Cooperazione allo sviluppo Italiana e discusse nell’ambito del consiglio Nazionale della cooperazione allo sviluppo (CNCS).

Dare seguito alle raccomandazioni della Peer Review OECD/DAC 2019 in materia di coerenza delle politiche, attraverso l’istituzione di un meccanismo operativo che, valorizzando il ruolo Comitato Interministeriale per la Cooperazione allo sviluppo (CICS), garantisca un’efficace modalità di indirizzo, monitoraggio e controllo sulla coerenza delle politiche dell’azione esterna italiana.

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